Tortolì è il più grande centro dell’Ogliastra, con una storia piena di alti e bassi, dovuti alla sua posizione tra il mare e lo stagno, che rivela l’arma vincente della sua economia. Nel corso dei secoli lo stagno fu causa di molti focolai di malaria, anche se costituì sempre un’importante risorsa per i pescatori locali, produttori della migliore bottarga della costa est. Anche le invasioni dei pirati turchi crearono notevoli problemi, nonostante la zona fosse ben difesa dalle numerose torri che costellano il litorale.
Attualmente il paese ha un’economia floridissima grazie al porto di Arbatax, all’aeroporto e alle splendide spiagge, che hanno dato vita ad una fiorente attività turistica. Nel paese s’innalza la parrocchiale di Sant’Andrea, costruita nel secolo XVII ed ampiamente rimaneggiata durante il secolo successivo, quando assunse l’attuale forma a croce latina ed acquisì la nuova facciata e l’originale campanile. Una chiesa molto vicina alla popolazione è quella di San Lussorio, a circa tre chilometri dal paese nel Capo Bellavista, dove il 21 agosto si svolge la festa dedicata al Santo. Durante le celebrazioni ha luogo il rito de “s’imbudu”, che consiste in una sorta d’asta, in cui il migliore offerente avrà diritto a guidare il carro a buoi con la statua del santo. Nella strade di Tortolì è stato recentemente dato il via ad un progetto battezzato Su logu de s’iscultura (Il paese della scultura), un museo d’arte contemporanea che si articola lungo le vie del paese.

